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Piercing genitali: i rischi di infezione

Il piercing ai genitali èpiercing ormai una realtà sociale ed è diventato sempre più popolare sia tra gli uomini che tra le donne.

Il motivo per il quale una persona decide di forare una parte del corpo così delicata non è certamente estetico, ma è legato soprattutto alla sfera sessuale.

Alcune donne hanno addirittura dichiarato come sia migliorata la loro attività sessuale con l’aggiunta di un piccolo gioiellino nelle parti basse.

Ciononostante, eseguire un piercing ai genitali comporta dei rischi quasi sempre difficili da prevedere.

Quali sono i rischi legati ad un piercing genitale?

L’effetto collaterale più comune del piercing ai genitali è l’infezione batterica, ma può essere prevenuta da attente pratiche post-terapia e da una corretta igiene.


Tuttavia, l’infezione non deve essere sottovalutata e trascurata perché il suo diffondersi può essere causa di gravi problemi come la sterilità.

Questo particolare e curioso piercing può indurre ulteriori complicazioni in entrambi i sessi quali emorragia e reazioni allergiche. Vi è anche un potenziale rischio di contrarre l’epatite C e B, nonché alcune malattie sessualmente trasmissibili come l’HIV.

Tali insidie possono comunque essere minimizzate con l’uso di aghi e strumenti opportunamente sterilizzati.

I rischi per l’uomo

Uomini con piercing ai genitali hanno manifestato problemi quali erezione durata più di quattro ore (priapismo), prepuzio intrappolato dietro al glande (parafimosi), verruche genitali ricorrenti e danno uretrale. L’impotenza è anche un potenziale rischio se l’ago usato per creare il foro dovesse erroneamente penetrare nel tessuto erettile.

Alcuni uomini hanno anche riscontrato difficoltà ad urinare e sono stati costretti a sedersi durante la minzione.

I rischi per le donne

Le donne hanno purtroppo manifestato ipersensibilità e la sindrome da shock tossico, una malattia rara ma fatale causata da tossine batteriche che possono entrare nel corpo quando alcune mucose vengono forate.

Per quanto riguarda le donne in gravidanza, togliere il piercing potrebbe essere un gesto consapevole e precauzionale al fine di evitare infezioni fatali al bambino.

Purtroppo molti piercer operano con condizioni igieniche pessime, senza adeguati dispositivi di sterilizzazione e senza neanche le opportune qualifiche.

Dati i rischi potenzialmente gravi, molte organizzazioni mediche hanno ritenuto opportuno emettere avvisi precauzionali contro la pratica del piercing ai genitali.

In aggiunta, ci sono alcune preoccupazioni pratiche che riguardano il trattamento medico delle persone con piercing ai genitali. Ad esempio, i medici in pronto soccorso dovrebbero essere instruiti su come rimuovere questo particolare anello o gioiello prima di un intervento chirurgico o di altre procedure.

Consigli

Per ridurre al minimo il rischio di infezioni dopo un piercing ai genitali, assicuratevi di mantenere la zona interessata pulita e di lavarla regolarmente con una soluzione salina diluita.

Purtroppo, anche se con dispiacere, vi dobbiamo dire di astenervi dall’avere rapporti sessuali per almeno due settimane dopo l’esecuzione del piercing.

Non manipolate il piercing genitale soprattutto durante la fase di guarigione. Inoltre, prima della minzione, vi consigliamo di pulire l’area attorno al vostro anello se quest’ultimo dovesse essere vicino l’uretra.

Ricordatevi che le infezioni possono verificarsi anche dopo la completa guarigione della ferita.

Quindi, guardate bene la zona intorno al piercing e contattate subito un medico nel caso dovessero comparire i primi segni di infezione.

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