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Microdermal: guida alla cura del piercing e info sui materiali

microdermal curaIl piercing microdermal è una delle ultimissime novità offerte dagli specialisti della body modification. Per questo motivo è giunto il momento di alcune necessarie spiegazioni, che vadano ad informare il potenziale “paziente” sulle procedure e sulla convalescenza che questa pratica comporta.

Si tratta, è il caso di specificarlo, di un piercing che si compone di due pezzi, con una delle due che rimarrà impiantata sotto pelle, motivo per il quale la correttezza della procedura è di fondamentale importanza per la buona riuscita del microdermal. 

Vediamo insieme cosa c’è da sapere prima di visitare il nostro studio preferito, e, soprattutto, prima di prendere una decisione così importante.

Due parti: ancora e gioiello esterno

I piercing microdermal si compongono di due parti: l’ancora, che viene inserita sotto pelle, con una vite che finisce sull’esterno che serve ad inserire la seconda parte, ovvero il gioiello.

La procedura di impianto prevede l’utilizzo soltanto dell’ancora, con il piercer professionista che procederà ad inserirla con una micro incisione. Si tratta di una parte di metallo piatto, che può essere inserita soltanto in singola seduta. Spesso la parte piatta ha dei piccoli fori, intorno ai quali si rimarginerà la ferita, permettendo un piercing, nei fatti, più solido e più difficile da perdere a causa di urti o rigetti.


Come viene inserita l’ancora

L’ancora può essere inserita in due modi: con un ago standard da piercing, oppure con un dermal punch. Il secondo è sicuramente migliore, più utilizzato dai professionisti e sicuramente meno traumatico nella pelle. Il problema qui è di tipo legislativo, dato che in alcuni paesi d’Europa il dermal punch è di fatto illegale.

I materiali utilizzati

Per l’ancora si utilizza in genere o acciaio chirurgico, oppure titanio Si tratta, in entrambi i casi, di materiali che hanno bassissime possibilità di rigetto e che rappresentano dunque la migliore modalità di impianto per un’ancora. Le ancore sono in genere di taglia standard, anche se si può procedere ad utilizzare forme non standard per particolari zone del corpo.

Dove si può fare?

Praticamente ovunque, dato che il sistema di ancoraggio può essere utilizzato in ogni parte del corpo, senza paura di rimozioni accidentali o di rigetto.

La guarigione

La guarigione porta via in genere dai 2 ai 3 mesi, entro i quali la ferita dovrebbe rimarginarsi intorno all’ancora e offrire dunque a chi è sottoposto alla procedura un solido punto di appoggio per il fissaggio del gioiello.

I tempi di guarigione possono comunque variare da persona a persona, e non è il caso di allarmarsi se fossero superati di poco i tempi che abbiamo indicato nel nostro articolo.

Il pericolo di rigetto

Utilizzando i materiali e le procedure giuste, il pericolo di rigetto è ridotto al minimo. Si tratta di un intervento di inserimento semplice per i professionisti, che hanno già probabilmente effettuato migliaia di questi interventi prima del vostro. Anche qui diventa però di fondamentale importanza affidarsi ad un professionista in grado di eseguire interventi del genere, che non sono semplici per chi svolge la professione senza aver ricevuto l’adeguata istruzione a riguardo.

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