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I rischi del piercing al capezzolo

La tendenza a perforare parti del corpo diverse dal lobo di un orecchio è aumentata negli ultimi anni.

I capezzoli sono diventati una delle parti preferite sia dagli uomini che dalle donne, ma si deve essere consapevoli dei rischi a cui si va incontro prima di procedere con un piercing al capezzolo.

Sono molte le domande che le persone si fanno quando decidono di fare un tale piercing e spesso non ricevono risposte dettagliate ed esaustive.

Quali sono i rischi di un piercing al capezzolo?

I potenziali rischi di un piercing al capezzolo includono infezioni, la formazione di ascessi al seno, danni al sistema nervoso, sanguinamento, reazioni allergiche e cisti ai capezzoli. Nei peggiori dei casi vi è il rischio di contrarre l’epatite B, l’epatite C e anche l’HIV.

Cerchiamo di capire meglio in che modo si applica un piercing al capezzolo e come possono subentrare eventuali complicanze.


Innanzitutto il capezzolo viene perforato utilizzando una pistola predisposta a penetrare il tessuto oppure utilizzando un ago per creare un canale necessario all’inserimento dell’anello.

Entrambi i metodi prevedono l’introduzione di un oggetto metallico estraneo direttamente nella pelle e la sua introduzione può provocare vere e proprie infezioni virali.

Se la pistola, l’ago oppure il piercing utilizzato non dovessero essere stati accuratamente disinfettati, è altissima la possibilità di contrarre epatite B, epatite C e HIV.

Prima di eseguire l’applicazione di un anello in una zona così delicata, vi consigliamo innanzitutto di parlare con il vostro medico. In questo modo potrete avere informazioni su tutte le precauzioni da adottare per proteggere voi stessi dal rischio di infezioni.

Ricordatevi che un capezzolo infettato da piercing può impiegare più di quattro mesi a guarire completamente.

Dermatite da contatto

Se siete persone allergiche a particolari metalli, la loro introduzione nel tessuto della pelle può causare una eruzione cutanea chiamata dermatite da contatto. Il rash cutaneo potrebbe apparire anche dopo alcune settimane dall’esecuzione del piercing e non deve essere confuso con una infezione.

Se il vostro medico dovesse diagnosticare una dermatite da contatto, sarà necessaria la rimozione dell’anello per trattare il capezzolo con una crema al cortisone.

Complicanze in allattamento

Durante l’allattamento non è molto igienico continuare a mantenere il piercing al capezzolo. I bambini nei loro primi mesi di vita hanno un sistema immunitario ancora debole e si rischia di trasmettere loro eventuali infezioni.

Per evitare altre complicanze al bambino come soffocamento o ingestione del piercing, si consiglia di rimuovere immediatamente l’anello durante l’allattamento.

Non preoccupatevi se dopo la sua rimozione si dovesse manifestare una abbondante fuoriuscita del latte dai canali lattiferi. La reazione è una normale conseguenza e non deve essere vissuta come un’anomalia.

Comunque sia, se siete delle giovani donne e volete realizzare il vostro primo piercing al capezzolo, sottoponetevi senza pensarci troppo ad uno screening per l’epatite C, epatite B e HIV.

Questa “piccola” precauzione – insieme ad una corretta informazione -, vi eviterà problemi e complicazioni future.

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